IL CASO NOBILIS BELLINI (I) 

mi chiamo Bellini, ufficialmente Nobilis Bellini.
sono nato nella serena Venezia.

vivo oggi a ‘La Città Arcipelago’, con i miei genitori umani.
mi chiamano ‘carino e piccolo’.
ovviamente questo è un errore grave.

da un lato, nel mio passaporto, c’è scritto ‘gatto’.
è una semplificazione amministrativa.
io mi riconosco come leopardo, a volte come tigre.
in ogni caso, fiero.

dall’altro lato, la nobiltà non è una questione di taglia.
è una questione di storia, di sguardo e di grandezza.

la mia lingua madre è la più nobile delle lingue.
ascolto attentamente le persone.
sono deluso.

dicono: fa un freddo cane.
perché cane ?
fa freddo anche per me, e io sono più elegante.

dicono: in bocca al lupo e rispondono, viva il lupo.
viva il lupo ? viva Bellini !

dicono: chi dorme non piglia pesci.
è giusto. e io adoro il pesce. lo mangio.

e poi: prendere due piccioni con una fava.
piccioni ? io do la caccia ai piccioni !

allora, ci sono molti animali nella lingua italiana,
ma sono animali comuni.

vado a cercare Il Supremo Tribunale della Lingua Italiana.
un luogo giusto per le decisioni importanti.

mi presento.
con calma.
con dignità.

la lingua ha dimenticato qualcosa.
ha dimenticato me ..