IL ARCIPELAGO DI BELLINI (V)

i gatti avevano altre difficoltà e Sunda il gatto leopardo,
di cui in realtà parla questa storia,
non ce la faceva più e se la diede a gambe.
intendo le zampe.

si nascose come clandestino su una nave,
perché nuotare era troppo lontano,
e così arrivò qui, nella culla de La Lingua Antica.

i templi diventavano cattedrali,
i mantra cominciavano a cantare salmi
e Sunda finì per trovare il suo zen.

fu qui che incontrò un gatto domestico.
una presenza ravissante,
perché veniva dalla fonte e parlava La Lingua Antica.
lo faceva sussurrando, parlando, perfino cantando.

era carina e piccola.
snella e sottile.

equilibrando sui ponticelli e passeggiando con eleganza sulle piazze
fece la corte a Sunda
e anche se non parlavano la stessa lingua, nacque l’amore.

una canaglia impertinente, secondo molti.
destinato a fallire, secondo altri.

ma Sunda il gatto leopardo seguiva sempre il suo cuore.
e da questo, molti potrebbero imparare.

l’amore venne ricompensato e arrivarono i piccoli.
con il muso e le marachelle del padre.
con la morbidezza della madre.
e uno di loro ora è seduto al tavolo della cucina.

sembravi una caramella dolce.
profumavi più puro del profumo più costoso.
cantavi miao in tutte le nostre lingue.
sei innamorato dell’acqua e siamo innamorati di te !