IL ARCIPELAGO DI BELLINI (III)

Le Terre Lontane fiorivano sotto il dominio di incantevoli regni buddhisti
e tutto era deliziosamente pacifico.
e la regina era davvero incantevole, così la conoscevano in tutte le isole.
una corona normale le pesava sulla testa
così scelse una corona di fiori
leggera, ma ancora regale da vedere.

il suo gatto leopardo si chiamava Sunda, una parola di peso per un animale così vanitoso.
nobile, intendo !

‘sleep is the best meditation’ proclamava intanto il re
e se i gatti sanno fare qualcosa, è proprio questo.

i templi crescevano, diventavano sempre più grandi e alti, impressionanti perfino.
ma poi tutto crollava e veniva preso dal sultano.

sultano si pronuncia con una ‘t’ profonda.
un suono che La Lingua Antica non conosce
e che all’epoca mi ci vollero settimane per imparare a pronunciare.

era una parola di una nuova lingua,
in cui entrarono nel nostro mondo suoni che non sapevamo dire.
consonanti che avevano quattro forme e vocali che non si scrivevano più.
incomprensibile e illogico
e questo diventava sinonimo di ciò in cui la mia terra si stava trasformando.
la società evoluta in cui vivevo diventava sempre più complicata
per problemi inutili e regole che nessuno riusciva più a capire.

la pace interiore diventava esibizione esteriore
e la lingua, in fondo, era l’ultima delle nostre preoccupazioni.